Quanto si legge in Italia?
È una domandaccia, lo so… ma visto che il weekend è alle porte possiamo darci – come dire – la mazzata finale, per poi tirare il fiato (leggendo, spero!).
Riporto i preziosi dati forniti dall’Istat.
Nel 2012 oltre 26 milioni di persone di 6 anni e più dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista, per motivi non strettamente scolastici o professionali. Rispetto al 2011, la quota di lettori (il 46 per cento) rimane in sostanza stabile.
Le donne si confermano delle lettrici più forti: nel corso dell’anno ha letto almeno un libro il 51,9 per cento della popolazione femminile rispetto al 39,7 di quella maschile. Questa disparità di genere comincia a manifestarsi già dagli 11 anni e tende a ridursi solo dopo i 75.
La fascia di età nella quale si legge di più? Quella tra gli 11 e i 14 anni (60,8 per cento).
Avere genitori lettori incoraggia la lettura? Sì. Leggono libri il 77,4 per cento dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 39,7 per cento di quelli i cui genitori non leggono.
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Ha sempre pensato ai più piccoli come ai lettori del futuro. E li ha trattati, e coccolati, con devozione. Raccontando loro filastrocche e storie capaci di accattivarli, così da insegnare incuriosendo e non impartendo nozioni.
Questa notte è morto Roberto Denti, un libraio come non ne esistono più, uno dei massimi esperti di libri e letteratura per bambini e ragazzi ma anche giornalista, scrittore, formatore e filosofo.
Nato a Cremona, nel 1924, come giornalista ha collaborato con “Il Sole 24 Ore” e proprio lì, nel 1948, ha conosciuto Gianni Rodari, suo amico fraterno. Nel 1972, con la moglie Gianna Vitali, ha aperto La Libreria dei Ragazzi, la prima in Italia. Un’istituzione – come lo era lui – punto di riferimento per genitori, educatori e insegnanti, e per tutti gli operatori del settore: autori, illustratori e ovviamente librai e bibliotecari.
Roberto Denti si è sempre speso per promuovere la lettura e le storie. Una vita all’insegna di una passione vissuta giorno dopo giorno a contatto con i bambini, nella propria libreria, esperienza questa raccontata ne I bambini leggono (Einaudi editore); ripubblicato nel 2012 da Il Castoro con l’aggiunta di una nuova introduzione, nuove riflessioni e, soprattutto, con una selezione di quaranta titoli, uno per ciascun anno di vita della libreria.
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Sopravvissuta alla due giorni di Salone!
E felice di esserci stata e di aver partecipato attivamente. Perché penso che “spazi” come questo vadano “occupati” facendo, banalmente, il proprio meglio.
I padiglioni sono sempre 5. Ma ogni anno c’è qualcosa in più a dimostrare che lo spazio, peggio di un Tetris, può essere ottimizzato.
Quest’anno oltre all’Ibf – la zona dove “accadono cose e si decidono libri” – facevo base allo stand Kobo. Se non la conoscete, la prima sigla sta per “International book forum”, cioè la zona business del salone che nasce per far incontrare editori e agenti, italiani e stranieri, e pure le case di produzione cinematografica. Avete presente uno speed date? Ecco. Immaginate un centinaio di tavoli, contrassegnati con una sorta di bandierina di appartenenza (Stato, società) in cui ciascun
editor/agente incontra altrettanti colleghi con lo scopo di acquistare e vendere titoli. Insomma qui i colpi di fulmine decidono i best seller di domani…
Allo stand Kobo – l’e-reader targato Mondadori – invece mi occupavo di interviste. Un gradevole salottino per chiacchiere con gli scrittori – grazie a Sara Rattaro, Francesco Gungui, Franco Matteucci, Enrico Pandiani! – e pure per incontrare un bel po’ di “bookblisteristi”. Bello avervi conosciuti e bello aver incontrato la ciurma di Reader’s Bench (ahimè il mio video su di loro è sparito, merito della prestigiatrice SataNana, mia figlia).
E poi: il delirio. L’impressione, tra file e ingorghi, è quella di una notevole affluenza e i dati me lo confermano: 330mila i visitatori, ovvero il 4 per cento in più rispetto al 2012. Mi è anche parso di vedere parecchi acquisti. Concordo però con la visione pessimistica di Jacopo De Michelis: “Comprare libri non è più atto quotidiano, ma lusso per occasioni speciali”.
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VOLTAPAGINA
Inferno. Canti delle terre divise, Francesco Gungui, Fabbri, p. 430 (9,99) anche in ebook
Immaginate. Il Mediterraneo è diventato una zona instabile. L’Italia è stata abbandonata. E se ti tocca vivere nella città nazione Europa devi solo sperare di nascere nella parte giusta del mondo: cioè a Paradiso, dove un manipolo di fortunati si gode lussi e ricchezze. Fuori il mondo vero è fatto solo di orrori e povertà. Ed è questo il posto da cui proviene Alec, che sopravvive a stento con sua madre e la sorellina, cercando di non finire mai
nei guai con la legge. Perché a governare sono gli Oligarchi, e il potere è crudele e impietoso: basta infatti pochissimo per finire sbattuti a Inferno, prigione che sorge su di un’isola vulcanica ed emula proprio l’inferno immaginato da Dante. Finché un giorno ecco per Alec l’occasione della vita: fare il lavorante in una splendida villa a Paradiso. Qui abita Maj figlia di un oligarca che nulla sa del mondo reale. E quando, grazie ad Alec, scopre la realtà i due decidono di fuggire insieme. Solo che Maja viene imprigionata a Inferno. Ce la farà Alec a farla evadere? Che abbiate odiato o amato la Divina Commedia, questo è il romanzo per voi!
DA GUSTARE
Verso dove si va per questa strada, Stefano Bortolussi, Fanucci, p. 190 (13 euro) anche in ebook
Se crescere significa affrontare le proprie paure e guardarsi dentro, ecco che le protagoniste di questa fiaba stanno crescendo. Hanno dieci e quindici anni e sono sorelle. E sono fuggite dall’auto della madre in cui trovavano e si sono messe a correre, fuggendo in un bosco. Le aspetta un’avventura, un percorso a tappe straordinario (cioè proprio oltre l’ordinario) punteggiato di stupore per la scoperta della natura e magia grazie agli incontri, davvero speciali, che avranno l’opportunità di fare. Chi sono queste due ragazze, perché fuggono, perché proprio dalla loro mamma ci si chiede leggendo? Ce lo dirà il colpo di scena finale, ma non dimenticate che si tratta di una fiaba. E di questo viaggio, come per quelli più significativi, conta il percorso compiuto e non la meta. Un libro perfetto per chi ama la poesia delle parole e la capacità di costruire mondi da sogno.
BELLISSIMI
Non volare via, Sara Rattaro, Garzanti, p. 222 (14,90 euro)
Be’ io mi sono commossa a pagina 13, vediamo a voi come andrà… Alice è una adolescente e le meraviglie le ha nel cuore. È capace di vedere il mondo con occhi migliori e pure di renderlo migliore. E così fa con Matteo, il suo tesoro da proteggere, il suo fratellino nato sordo. Aiutandolo fin da quando è piccolo e regalandogli persino la scoperta del suo talento: gli scacchi. E la loro, nonostante tutto, sarebbe una famiglia perfetta, una famiglia scardinata dal dolore e sopravvissuta alla malattia. Solo che i guai non
sono finiti. Papà Alberto, infatti, è in pieno stato di confusione mentale (ma più che andropausa, pare una botta di panico intensa!): ha incontrato un vecchio amore, Camilla, che lampeggia e brilla come fosse una uscita di sicurezza da una vita faticosa, da una vita in cui devi di continuo camminare in salita. E Sandra, sua moglie, è sempre tanto perfetta, sempre troppo all’altezza della situazione e no, non è facile stare al passo. Ecco un quartetto che vi entrerà nel cuore per tutti quelli che sanno che ciascuno di noi custodisce un talento e che le famiglie eccezionali sono fatte di persone ordinarie.
Questo video viaggerà sui taxi di Torino. Sia durante il Salone del libro sia per tutto il mese di giugno.
Merito di Celm Italia e del loro Toucher: un touchscreen montato all’interno dei poggiatesta posteriori. Ed ecco che il taxi diventa un luogo ideale per informarsi, riceve notizie utili sulla città e i trasporti, guardare un video musicale e ascoltare la recensione di un libro.
Un nuovo spazio anche per i libri, sì. Comodamente seduti si potrà ascoltare una trama, guardare un booktrailer o l’intervista a un autore. Sperando che gli editori non si lascino sfuggire questo spazio.
Il progetto Toucher prevede l’installazione su 100 taxi per Torino, 300 per Milano e Roma entro giugno 2013, per arrivare a dicembre 2013 con 200 taxi su Torino, 500 a Milano e Roma.
E le potenzialità sono infinite grazie al geolocalizzatore: le notizie e i programmi potranno infatti variare in base ai percorsi, fornendo ai viaggiatori info sempre più personalizzate e puntuali. Senza contare la possibilità per una azienda di fidelizzare la clientela, indagare i gusti dei fruitori.
Se ne parlerà questa sera a Smart city (alle 21) su Radio 24.
Domani sarò al Salone del libro di Torino.
Per chi fosse in zona e avesse voglia dalle 14 sarò allo stand Kobo (padiglione 2, j158 K157) per intervistare Francesco Gungui autore di Inferno (alle 14) Fabbri editori e Franco Matteucci (alle 17) Un suicidio perfetto Newton Compton Editori.
Sabato, invece, stesso stand ma alle 10.30 per incontrare Enrico Pandiani e chiacchierare della sua Donna di troppo Rizzoli.
Un’occasione per incontrarci e parlare, guardate un po’, di libri!
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VOLTAPAGINA
Crune d’aghi per cammelli, Maria Silvia Avanazato, Fazi editore, p. 253 (14,50) anche in ebook
Aspiranti scrittori rizzate le antenne! Ecco a voi la storia di una illustrissima sconosciuta dal nome che è tutto un programma: Edgarda Solfanelli. Il suo sogno? Pubblicare un libro, anche se non ha uno straccio di romanzo da proporre e l’unica cosa data alle stampe (si fa per dire) è un tale
abominio che non ha neppure il coraggio di nominarla. Ma la nostra aspirante ha fegato, sa muoversi in mezzo alla gente e non disdegna mezzi e mezzucci per realizzare il proprio sogno. Senza contare che ha dalla sua la convinzione, inattaccabile, di avere un gran talento! Ecco uno spaccato caustico sui vizi (tanti) e le virtù (poche ma buone) dell’editoria italiana e, al contempo, l’epopea di un’anima che è a caccia della propria realizzazione. Per tutti quelli che, almeno una volta, pensando alla propria vita, hanno pronunciato la frase: “Potrei scriverci un libro!”
DA GUSTARE
I pendolari delle 16:02, Priya Basil, traduzione di Roberta Scarabelli, Piemme, p. 97 (9 euro)
Londra. Siamo su un treno. Affollato, ovvio. Soliti pendolari. I loro ritardi, la vita, le rogne, i pensieri… per esempio Helen e il suo segreto, perché davvero ne è certa che non potrà tenere nascosta una cosa così, a sua sorella poi! Ed ecco Kerm, lui è un medico e anche se è stato al funerale di suo nonno, è come se il mondo gli ricordasse che è ancora lì, vivo, sarà per questo che non riesce a togliere gli occhi di dosso a quella ragazza. E poi c’è pure un gruppo di bulli, studenti all’uscita da scuola con i propri libri e la spavalderia di chi crede di avere il mondo in pugno. Tra di loro Innocent, una vita dura, famiglia numerosa e pochi soldi. Basteranno pochi istanti e una scelta – sbagliata – a innescare una reazione a catena così da intrecciare i destini di questi sconosciuti. Un piccolo libro, una ottima penna davvero, ideale per chi ne è certo: il destino è tutto.
BELLISSIMI
Sei tornato, Christopher Coake, traduzione di Corrado Piazzetta, Guanda, p. 404 (18 euro) anche in ebook
È un pozzo, questo libro. Lo apri e via! Immaginatevi un certo Mark. Quarant’anni, si occupa di realizzare siti, ha una storia con Allison (e forse si deciderà a chiederle di sposarla). In questo momento lui è al bar e ha una strana sensazione. Avete presente quando vi sentite osservati? Ecco, proprio così. Solleva la testa e una donna lo fissa. Terrorizzata. E Mark di terrore non ha certo bisogno… sì, perché ho mancato di dirvi che per lui questa è come una seconda vita. Ha smesso di bere. È uscito da un matrimonio fallito. Ma, soprattutto, sta cercando di “scegliere delle strade che contemplano la felicità”. Perché ha capito che “si può scegliere tutta la felicità che si
incontra”. E conoscendolo meglio lo capirete, che è dura, durissima se un giorno, in un attimo tuo figlio di sette anni cadesse dalle scale e morisse sul colpo. Ed ecco che mentre Mark cerca di tenere a bada il dolore e gli incubi, incontra questa sconosciuta che ha in comune solo una cosa con lui: adesso vive nella sua vecchia casa. Sì, quella dell’incidente. Non aggiungo altro. Un thriller psicologico, un tuffo nel dolore di un padre in lutto, e parla del valore della memoria, dell’amore… per chi ha il terrore della perdita. Imperdibile!
Clicca qui per ascoltare la recensione; sotto, l’incipit del romanzo.
In principio fu la vecchiaia.
Viorica la osservò frignare nel lettino, rigida e fragile come un tronco marcio, nella casa che i figli avevano spogliato di ogni bene, a eccezione dei medicinali, fazzolettini da naso e una madonnina i Lourdes in plastica con dentro metà acqua.
Quando ogni domenica mattina i due figli maschi, le loro consorti e la figliolanza al seguito venivano a trovare la povera malata, Viorica li vedeva sfilare con gli abiti buoni, le facce tristi e la lacrima di comodo. E mai che se ne andassero a mani vuote. Nascosto da qualche parte trovavano sempre un pupazzo un piatto di ceramica, un orologio, una panca o un settimino tarlato che a casa loro ci sarebbe stato benissimo, ché poi, si sa, sono sempre ricordi.
A vederli la vecchia smetteva di lagnarsi distratta dalle ombre che si ammassavano al suo capezzale, nauseata dai profumi delle nuore; si faceva piccola al rumore dei traslochi e gli uffa dei nipotini pestiferi. Riprendeva a gemere non appena la porta di casa sbatteva, con la realtà che si chiudeva a lei e alla sua badante, rimaste di nuovo sole.
Allora Viorica tirava fuori i soldi e faceva due calcoli. Per sé teneva un foglio da cinquanta e nascondeva gli altri sei in un posticino segreto. Una scatolina portagioie laccata di verde. Poi si stendeva sulla brandina, soddisfatta per quanto può durare il sogno di tornare in patria assieme a tanto denaro. Roba di pochi secondi. Finito di sognare, si rimetteva a guardare a vecchia e ascoltava il suo lamento eterno: “Mamma… mamma? Mamma!”
Da quando i figli si erano portati via il televisore, un Mivar dopotutto in ottimo stato, in casa si udiva solo la vecchia invocare lo spirito della madre. Non la smetteva neanche quando Viorica le cambiava il pannolone o la imboccava con l’omogeneizzato. A volte l’ucraina le rispondeva con le poche parole che aveva imparato a dire in italiano.
“Sì, mama, sì bene. Sì.”
“Mamma, ma… ma? Mamma!”
“Sì, tu piano. Sì.”
“Mamma… mamma. Mamma?”
La deprimente litania durava giorno e notte, e intanto Viorica dell’Italia non aveva visto niente, nessuno dei monumenti che le donne di ritorno in Ucraina le avevano descritto, nessun Colosseo e nessuna torre pendente. Conosceva il supermercato sotto casa, il Tutto a un euro dei cinesi e quella cazzo di vecchia imperterrita che chiamava la madre.
E così la badante iniziò a deprimersi. Scoppiava a piangere per un nonnulla. Poi tirava su col naso, si faceva un giro turistico dell’appartamento saccheggiato, sbirciava dalle persiane un pezzo di Italia, apriva il portagioie sperando di trovarci più soldi, aspettava che tornasse la domenica, si spazzolava i capelli, guardava l’ora. E all’ora giusta, si alzava per dare una pillola all’inferma.
Mentre la nonna ciucciava l’acqua dal beccuccio, i loro sguardi sembravano incontrarsi. L’ucraina aveva occhi determinati, la vecchi rassegnati e vitrei. E una volta finito di bere era di nuovo mamma e mamma.
E Viorica rispondeva: “Sì, bene, tu piano”.
Parole sante, di Eva Clesis, Perdisa Pop, p. 312 (16 euro)
Perché gli amici della Zero91 – i creatori dell’amato logo NoEap – si son fatti lo sgambetto da soli?
Propongono infatti un concorso letterario. A pagamento: quota di iscrizione 30 euro.
Quota che comporta “oltre alla valutazione tecnica da parte del comitato di lettura, una scheda di valutazione”. Trenta euro per una scheda è poco, ma da un editore non mi aspetto la scheda, mi aspetto una proposta editoriale o un “no” (se motivato è meglio).
Il tutto di norma è gratis.
L’obiettivo è trovare tre romanzi da premiare e pubblicare. Strano, di solito una casa editrice ha il problema opposto: arginare lo tsunami di dattiloscritti che reclama attenzione.
E poi c’è una questione ovvia: se tra i testi pervenuti non ci fosse nulla di valido, la Zero91 si riserverebbe il diritto di non premiare alcuno. Scelta logica – pubblicare brutture è autolesionista – ma che diventa sgradevole a causa della richiesta di denaro.
Non che 30 euro siano una cifra spaventosa… E allora perché chiederla?
E poi c’è il sine qua non del punto 2 del regolamento. Il concorso è aperto a “tutti gli scrittori di lingua italiana, che non abbiano mai pubblicato con una casa editrice a pagamento”.
Perché?
Un conto è non fare pubblicità agli Eap, ma aver pubblicato a pagamento non dovrebbe essere, a priori, un marchio infamante. Spesso è un “incidente di percorso” dovuto a cattiva informazione.
Per i megalomani illetterati che esigono (e pagano) la pubblicazione non v’è salvezza. Escluderli da un concorso non li guarirà (anche se “non pagherai perché hai pagato” è un curioso contrappasso). E tutti gli altri autori, quelli con ego normodotato a caccia di una occasione? Che senso ha tagliarli fuori?
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VOLTAPAGINA
Ancora Viva, Carlene Thompson, traduzione di Silvia Viganò, Marcos Y Marcos, p. 448 (14,50)
Siamo in un paesino tranquillo, Black Willow, West Virginia. È una sera d’estate, di quelle che sembrano disegnate apposta per i primi amori e i primi baci. Zoey – con la complicità della suo migliore amica, Chyna – sgattaiola fuori dalla finestra e corre a incontrare il suo innamorato segreto sulle rive del lago. Peccato che di Zoey non si avrà più nessuna traccia… non si troverà più il suo corpo né si saprà mai chi fosse il misterioso ragazzo.
Trascorrono dodici anni e Chyna è costretta a fare i conti con il proprio passato. È costretta infatti a tornare a Black Willow per la morte della mamma. Ecco un super thriller psicologico che con sapienza riesce a gestire il tema paranormale senza furberie né sconti. Per chi ama gli enigmi e non solo quelli terreni.
DA GUSTARE
Un anno cruciale, Anne Eiazemsky, traduzione di Silvia Manfredo, Edizioni e/o, p. 204 (17,50 euro) anche in ebook
Anne Eiazemsky è quello che si dice un personaggio da libro. Non solo è la figlia di un principe russo ma pure la nipote del Nobel Francois Mauriac e diventerà attrice, scrittrice e regista. Ma nel 1966, quando è ancora minorenne e ha girato un solo film, le accade davvero qualcosa di incredibile. Vale a dire? Mentre sta studiando nel Sud della Francia per dare gli esami di riparazione della maturità, incontra niente po’ po’ di meno che: Jean-Luc Godard, 36 anni e guru della Nouvelle Vague. E se pensate che sia lei a impazzire dietro a lui, vi sbagliate. Tutto di questo amore è anticonvenzionale. A cominciare da come è iniziato… Per chi ama le storie seducenti che parlano di seduzione un libro che potrebbe essere un film.
BELLISSIMI
Il panico quotidiano, Christian Frascella, Einaudi, p. 208 (17 euro) anche in ebook
È un Frascella totale quello che si ricostruisce nelle pagine di questo romanzo. Christian Frascella l’autore, Christian Frascella il protagonista. Il personaggio principale però è un altro: il panico, violento, che lo assale come una scarica elettrica e sale, peggio di una marea nera, lo investe rendendolo schiavo della paura. E l’aspetto subdolo, grottesco, è che si tratta di un male democratico che non si piega ai cliché, né alle mode. Christian ha 27 anni, è un operaio della Fiat, ha una ragazza, è uno semplice, ha
pochi soldi… ma a un certo punto (proprio mentre sta lavorando) eccolo, arriva il terrore – di lavorare, di amare, di uscire, di morire… di vivere – e non fa sconti. Arriva e lo disintegra, lo costringe alla reclusione, a recidere ogni relazione, a vedere senza illusioni quelle che ha costruito finora. Ma il terrore nasconde un segreto, l’orrore vero da cui è nato. Frascella sceglie ancora il racconto autobiografico e travolge il lettore. Per chi quando legge, non vuole sconti.
Quando l’editor sbrocca… chiacchiere e vaneggi su storie, editori, isole felici e un appuntamento per ritrovarsi.
“Seduti!” disse Inge Lohmark, e la classe si mise a sedere. “Aprite il libro a pagina sette”. Tutti aprirono il libro a pagina sette e la lezione incominciò con gli ecosistemi, gli equilibri ecologici, i rapporti di dipendenza e le interazioni tra le specie, tra gli esseri viventi e l’ambiente, le influenze reciproche tra spazio e comunità. Dal bioma del bosco misto passarono alla catena alimentare del prato, dai fiumi ai laghi, arrivando infine al deserto e alle piane di marea.
“Come vedete, nessuno, né l’animale né l’uomo, può esistere da solo. Tra gli esseri viventi vige la concorrenza e, talvolta, qualcosa che assomiglia alla cooperazione. Anche se accade raramente. Le principali forme di coesistenza sono la concorrenza e il rapporto preda-predatore”.
Mentre Inge Lohmark disegnava frecce alla lavagna – dai muschi, i licheni e i funghi verso il lombrico e il cervo volante, il riccio e il toporagno, poi verso la cinciallegra, il capriolo e l’astore, e poi un’ultima verso il lupo –, via via prendeva forma la piramide, sulla cui cima stava accovacciato l’uomo accanto a un paio di animali predatori.
“Sta di fatto che non esistono animali che mangiano le aquile o i leoni”.
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VOLTAPAGINA
Tony Tormenta, Rosanna Rubino, Fanucci, p. 235 (12,90 euro)
Un dono è sempre un grande impiccio perché, tanto per cominciare, bisogna esserne all’altezza e, ovvio, pure essere in grado di usarlo. Il dono del protagonista non vi dico qual è, ovvio, ma Anthony come reazione si è chiuso al mondo, perché il mondo lo ha fatto sentire diverso e lo ha escluso. E così – cane a parte – il tempo lo passa ascoltando musica e sfrecciando con la sua bicicletta. Cioè tu leggi e ti sembra
quasi di dargli fastidio a Tony! Finché nella sua vita precipita Marla, anche lei in rotta con il mondo e anche lei speciale e ai confini. E dopo che li abbiamo visti crescere insieme e sopravvivere in Nebraska (nota di merito alla Rubino per la gestione delle location) li ritroviamo nove anni dopo. Solo che: “Due bambini infelici non potranno mai essere due adulti felici”. Ed eccola la seconda parte del libro che si svolge in Alaska e ti stende, senza appelli, costringendoti a una volata fino al colpo di scena finale. Esordio di un’autrice che non si cura di piacere ma si preoccupa solo di scrivere, e che sa entrarti nel cervello come un tarlo. Per chi ama i libri ruvidi e detesta le mezze misure.
DA GUSTARE
53 risposte verosimili alle 42 domande impossibili dei nostri figli, scuola Holden, a cura di Marco Ponti, Feltrinelli, p. 92 (10 euro)
Vi vedo. Mentre vi svegliate, in ritardo, e come missili: bagno, colazione, ascensore, macchina, asilo, ufficio… e in questo percorso a ostacoli eccola, la domanda. “Mamma, perché le nuvole non cadono?” oppure “è più forte Batman o Superman?” e ancora “Quando non ero nessuno, chi è nato per primo?”. Cose così, cose che ti inchiodano. Che ti costringono ad arrovellarti, a scontrarti con l’inesplicabilità dell’ovvio. Questo libro raccoglie alcuni dei quesiti più curiosi dei bambini ed è come uno scrigno: ogni domanda, è una perla. Perché ciascuna cela un mondo di creatività e di inventiva. E se avrete la voglia di stare al gioco, tornerete bambini imparando un mucchio di cose spassosissime e interessanti, e vi sarà lampante che gli adulti non fanno più queste domande, un po’ per pigrizia e un po’ per mancanza di fantasia. Un libro ideale per chi sa che il dubbio è “l’inizio della sapienza”.
BELLISSIMI
L’isola delle lepri, Anna Maria Falchi, Guanda, p. 211 (15 euro) anche in ebook
La storia di una famiglia e di una terra, la Sardegna, aspra e al contempo generosa. Tutto comincia con la protagonista che torna a casa: c’è un dolore da affrontare. E così si innescano i ricordi, si lega il presente e il passato. E la voce narrante ci racconta la storia di suo padre, Antonello, figlio di una guardia carceraria che si sente galeotto pur senza aver commesso alcun reato, perché lui è nato all’Asinara. Antonello per ripicca non fa altro che “evadere”, scappa a piedi nudi, tra colline e calette. E non ha paura di nulla, neppure dei galeotti che godono di una certa libertà e si aggirano per queste terre. Anche a costo di vivere un’odissea… poi
Antonello cresce e segue le orme paterne, diventando anche lui guardia, si sposa e ha dei figli. Uno di questi con problemi mentali, problemi negati ma che segneranno tutti i membri della famiglia. Ecco una saga – sullo sfondo si dipana la storia italiana dal fascismo ai giorni d’oggi – per chi ama l’atmosfera magica, le avventure. Per chi quando legge vuol sentire il profumo del mare, il vento che ti schiaffeggia la pelle e il calore del sole: un esordio meraviglioso che fotografa un mondo scomparso.


In questi giorni su diversi giornali (on-line e non) troneggiava la notizia di una blogger di Rovigo condannata per diffamazione.


